39 Mappatura geografica caratteriale

(Ultima modifica 20140226 ore 16:22)

Prima di riprendere il nostro percorso, ci proponiamo ora di illustrare un obiettivo ulteriore che ci siamo proposti e che riprenderemo una volta esauriti gli argomenti propedeutici: una mappatura geografica dei caratteri delle persone. Questo sarà probabilmente lo scopo ultimo di questo percorso.

Non ci risulta che qualcosa del genere sia mai stato immaginato o per lo meno esposto al pubblico.

Noi ne abbiamo accennato solo di passaggio nell’articolo 15 di questa raccolta, denominata Giurassico.

Molte sono le mappature che sono state create: citiamo solo gli studi di Luca Cavalli Sforza, che con altri studiosi a lui ispiratisi hanno dato luogo a mappature linguistiche  di gruppi sanguigni.

Gli scritti di Emile Benveniste sulla glottologia e sulle sue evoluzioni da est ad ovest hanno acceso una scintilla, che si può riassumere nella seguente domanda:

In quale misura le persone sono diverse tra loro per il puro fatto di esserlo e non invece perché geograficamente poste nel loro luogo?

E mi spiego:

                  Nord  Più collettivismo ovvero
                       meno individualismo

                  Sud   Meno collettivismo ovvero
                       più individualismo

 

Ovest                                                                Est

Più determinismo ovvero                          Meno determinismo ovvero
     meno fatalismo.                                     più  fatalismo.

 

Già questi due vettori sono sufficienti per destare curiosità ed attenzione.

Sembra insomma che i russi, essendo ad est rispetto ai francesi, siano (e pertanto saranno) più fatalisti. I russi inoltre, essendo a nord rispetto agli italiani, sembra che siano (e pertanto saranno) meno propensi all’individualismo.

Avrebbero in tal modo una loro precisa collocazione parecchie differenze psicologiche altrimenti più difficilmente spiegabili.

Questo dovrebbe trovare conferma nell’analisi storica e dovrebbe darci dei suggerimenti per gli sviluppi futuri delle varie popolazioni.

Questi elementi potrebbero essere integrativi ad alcune acute osservazioni sui cicli storici (Oswald Spengler). La teoria giovannea di Spengler ed altri potrebbe trovare conferma (il futuro è ad est), ma a patto di accettare un impoverimento drastico delle decisioni del singolo.

Concludendo, ci proponiamo di vedere (e qualcosa sicuramente si troverà) in quale modo l’Analisi Transazionale dei vari rapporti possa essere considerata in certi casi non patologica, ma funzionale alla mappatura geograficamente diversa di Genitore, Adulto e Bambino.

Ad esempio, non si potrà ritenere anormale un tedesco che abbia un certo senso della collettività superiore a un greco, perché questo risulterebbe fisiologico, ovvero geograficamente mappato. Eccetera. Le implicazioni sarebbero enormi.

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