38 La simbiosi

(Ultima modifica 20131031 ore 20:41)

La simbiosi, di cui in natura gli esempi abbondano, si può definire come la convenienza di due esseri a stare assieme.

E` una dipendenza non risolta: in realtà possiamo leggere anche il capitolo dove si parla delle esclusioni perché la simbiosi é una esclusione. L’esclusione non troppo patologica tende a risolversi da sola se nessuno partecipa alla simbiosi. Vedi il gioco “E` tutta colpa tua” oppure la forma di passività “scarica-barile”. Dobbiamo aggiungere che la simbiosi non solo è normale, ma è indispensabile nei primi tre anni di vita tra figlio e madre. Uno dei problemi della nostra società è la donna che lavora dato che il bambino con madre che lavora viene irrimediabilmente danneggiato: in seguito potrà migliorare ma non del tutto. In particolare, verso gli otto-nove mesi di vita, quando il bimbo è consapevole della propria dipendenza e si consola solo simbioticamente, allora la separazione dalla madre è una cosa atroce. Il bambino conclude che lui non è importante, il che equivale a non contare, a non esistere. Infatti è solo verso i due-tre anni che il bimbo comincia a veder se stesso non al centro dell’universo. Per visualizzare alcuni tipi di simbiosi nell’Analisi Transazionale, utilizziamo ancora una volta degli esempi:

 

In un tram, un signore rivolgendosi ad un bambino accompagnato dalla mamma dice: ma che bel bambino! Quanti anni hai? Al che la mamma subito pronta: cinque. Questa è una simbiosi con trasposizione del soggetto.

 

Viene chiesto alla signora come vanno gli affari in famiglia e risponde il marito dichiarando che stanno andando abbastanza bene.

 

Una persona esterna all’azienda si rivolge al dipendente chiedendo come va la produzione e la risposta viene data dal titolare.

 

Noi diciamo che esiste simbiosi quando entrambi gli esseri interessati non ne possono fare a meno, altrimenti introduciamo il concetto di dipendenza. Possiamo piuttosto dire che è un senso quasi patologico di interdipendenza. Allora se per simbiosi intendo che il dipendente dipende dal principale non è simbiosi perché dicendo simbiosi io intendo anche il contrario: dipendenza reciproca.

 

Le caratteristiche della simbiosi si possono così delineare:

 

Sopravvivenza interdipendente

 

 

Fin che esiste simbiosi si intende tale solo se venendo a mancare uno dei due simbiotici l’altro non può sopravvivere. Esempio: Sterzi si e` recentemente suicidato perché la sua azienda andava male.

 

 

Identificazione incomprensibile.

 

Quando esistono delle identificazioni incomprensibili si riesce ad individuare l’esistenza di una simbiosi. Esempio classico quello sopra riportato della mamma e del bambino in tram. Cioè si parla proprio col bambino e risponde la madre.

 

 

Relazione simbiotica

 

1+1=1. Nella simbiosi c’è la somma degli stati dei due esseri in simbiosi per cui c’è una identificazione, fra i due, degli stati dell’io. Sempre riprendendo l’esempio della madre, la stessa non riusciva a distinguere se stessa dal figlio, tanto è vero che ha risposto proprio al posto del figlio.

 

 

Relazione autonoma

 

1+1=2. In contrapposizione alla relazione simbiotica, in quella autonoma gli stati dell’io delle persone interessate non si identificano per cui abbiamo scritto uno più uno uguale due.

 

 

Altre relazioni

 

Fondamentale è quella Genitore da una parte e Bambino Adattato dall’altra. E` senza dubbio la principale relazione simbiotica che esista. Altre simbiosi tipiche sono: Genitore da una parte e Bambino dall’altra (non limitato cioè come sopra al solo Bambino Adattato) e Adulto da una parte e Bambino dall’altra parte. Utilizziamo a questo punto degli esempi. Nel caso di marito e moglie in stato simbiotico, tutti i problemi di carattere socio-culturale vanno risolti dal marito (non esiste il Genitore della moglie) mentre quelli di carattere affettivo vanno risolti dalla moglie (non esiste il Bambino del marito). Nel caso Adulto-Bambino invece, la moglie è ammessa a discutere i problemi d’ordine socio-culturale restando comunque unica depositaria della parte affettiva (piangere è compito solo suo). Queste che abbiamo descritto sono le relazioni caratteristiche della simbiosi essendo escluse tutte le altre possibilità`.

 

 

Adulto sempre contaminato

 

Si tratta di una caratteristica sempre presente nella simbiosi.

 

LA  CATENA  SIMBIOTICA

 

            La catena simbiotica si instaura in una organizzazione dove il Genitore dell’ultimo componente non esiste e logicamente il Bambino del primo componente (il capo) non esiste. Infatti secondo la nostra cultura occidentale guai al capo che si azzarda a tirare fuori il suo Bambino e guai all’ultimo componente di una qualsiasi organizzazione che si azzarda a comandare qualcosa. Ma nello stesso tempo teniamo presente quanto diceva un industriale famoso: “quando arrivo in azienda ho paura di come mi guarda il portiere”. Questo perché il suo Bambino non poteva trovare altro sfogo che entrare in catena simbiotica con il Genitore dell’ultimo della classe, chiudendo così` in un anello tutto il processo. Aggiungeva questo industriale: “da come mi guarda il portiere quando entro in azienda capisco come vanno le cose”. Infatti il portiere (ultimo di tutta la gerarchia) è l’unico che ha un Genitore disoccupato e istintivamente lo utilizza per giudicare l’unico Bambino disponibile, che è appunto quello del grande capo. Facciamo una piccola riflessione su quanto detto e troveremo che questa catena simbiotica ha dei risvolti veramente interessanti.

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