35 Nuova Repubblica: Verifiche sul GAB 09

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(Ultima modifica 20130806  ore 16:55)

La verifica dello stato attuale
Questa verifica nasce dal fatto che uno stato dell’io può nasconderne un altro.

Aiutiamoci con un esempio. L’impiegato che assume la veste del Genitore e dà una bella lavata di capo al suo sottoposto, perché in realtà è terrorizzato all’idea che il capo lo strapazzi a sua volta (questo è il Bambino). Quindi assume volutamente a prestito l’immagine propria del Genitore (nasconde il Bambino) per strapazzare il commesso e fargli fare una cosa che magari non si sognerebbe mai di fargli fare in altre circostanze. Può assumere il ruolo di agente segreto e comparire sulla scena sia come Genitore, sia come Adulto e sia infine come Bambino. Nello stesso modo il Bambino, che in questo caso fa da burattinaio o agente segreto, compare sulla scena camuffato da Bambino, oppure da Adulto, oppure da Genitore. Analogo comportamento può avere l’Adulto che può comparire sulla scena o come Adulto, o come Bambino o come Genitore. Stesse combinazioni per il Genitore, per cui i casi sono complessivamente nove. 

 

La conclusione di quanto sopra è questa: quando noi analizziamo il comportamento di una persona, dobbiamo chiederci quale possa essere il suo scopo finale. Dobbiamo saper distinguere chi stia operando dietro le quinte e, più esattamente, quale dei tre stati dell’io stia operando dietro le quinte, e quale sia lo stato dell’io che appare invece sulla ribalta. Se ci accorgiamo che l’operare di questa persona, anche se non si presenta come Adulto, tutto sommato sembra possa risultare nel lungo o medio termine conveniente alla stessa, probabilmente è l’Adulto che vuol presentarsi con un vestito diverso dal suo. Quando peraltro questa stessa persona, in un discorso molto serrato, difende dei valori precostituiti, anche contro i proprio interessi, molto probabilmente l’agente è il Genitore. Se la stessa persona, infine, anche quando dà dei giudizi sociali, è preda di emozioni, forse la personalità predominante al timone è quella del Bambino. Il concetto finale è quello che l’agente segreto non riesce mai molto bene a nascondere la sua vera identità per cui tradisce sempre lo stato transazionale predominante o timoniere che dir si voglia.

 

Qual è allora l’agente segreto migliore? Sembra fuori discussione poter dire che l’agente migliore è l’Adulto, che come tale fa vivere il Bambino e il Genitore, oltre che l’Adulto stesso.

Abbiamo visto in precedenza che lo stato del Genitore e quello dell’Adulto sono delle invenzioni del Bambino per adattarsi alla vita sociale. Il Bambino, come già visto, ha delle suddivisioni al suo interno e di queste, solo due nascono con l’essere umano: il Bambino Spontaneo e il Bambino Creativo. Nel Bambino Spontaneo si trova deposta l’energia vitale di una persona e se il BS ne riversa poca nell’Adulto, questi fa fatica a lavorare, perché l’Adulto oltre ad essere un disco di dati è uno stato attivo dell’io. Il Bambino Spontaneo pertanto, che all’inizio dava energia al Bambino Creativo, depositario delle intuizioni, ad un certo punto fornisce energia anche all’Adulto che a differenza del BC (il quale segue il Principio del Piacere), procede secondo il Principio di Realtà. Quando l’Adulto non riesce a costituire la sua banca di dati, deve necessariamente utilizzare i dati che gli arrivano o dallo stato del Genitore oppure i sentimenti che arrivano dallo stato del Bambino: dati e sentimenti che fa suoi, in mancanza di altro e non per integrare.

 

Possiamo a questo punto definire cos’è un pregiudizio: è un dato culturale, non sperimentato specificatamente dall’individuo, che viene assimilato ai dati dell’Adulto come se fosse vero. Esempio: le donne non sanno dirigere un’azienda. Questa potrebbe essere un’affermazione Genitoriale, ma se l’interessato aggiunge immediatamente: quante ne conosci che dirigono? Questo è un Adulto contaminato. Quando faccio lavorare il mio Adulto ed assumo come dimostrato il fatto che i meridionali  sono peggiori dei settentrionali, questo è un altro pregiudizio. Altro esempio: ai nostri giorni i diplomi non preparano i giovani alla vita attiva. Questa potrebbe essere un’espressione del Genitore, ma se subito dopo uno aggiunge: infatti vedi che i giovani sono tutti disoccupati. Questo può essere un pregiudizio, perché può essere che i giovani siano disoccupati in quanto non viene loro offerto un posto di lavoro. Vediamo allora come, da una premessa Genitoriale, se uno ha l’Adulto contaminato, arriviamo ad una pseudo dimostrazione scientifica dove uno sostiene una prova che in realtà non è tale perché si tratta invece di una conseguenza del principio Genitoriale.

 

Parliamo ora delle illusioni: sono delle cose credute come se fossero vere anche se non lo sono. Esempio: oggi è la mia giornata fortunata e tutto mi andrà bene! Il bello è che questa persona si comporta di conseguenza. Oppure: ho parlato con A e mi ha dato torto, ho parlato con B e mi ha dato torto, idem con C… è evidente che ce l’hanno tutti con me. Questa è un’illusione, perché sto contrabbandando per dato di fatto qualcosa che invece voglio io. Ho l’Adulto contaminato dal Bambino. Pregiudizi ed illusioni risultano fondamentali per l’essere umano. Valga in proposito il seguente esempio: di due persone che supponiamo ugualmente dotate, una raggiunge dei traguardi eccezionali mentre l’altra non li raggiunge. Qual è il motivo? Senz’altro uno dei due ha l’Adulto meno forte, cioè più contaminato  o dal Genitore o dal Bambino.

Un’altra contaminazione interessante può essere definita la Confusione, che è data dall’inquinamento del Bambino con il Genitore. In buona sostanza la novità consiste nel disporre il GAB, per le contaminazioni, in modo che i tre stati formino i vertici di un triangolo equilatero:  

Vecchio modello:
Pregiudizi Vecchio Illusioni

Nuovo modello:

Semplice

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Le esclusioni

Le esclusioni possono essere di uno dei tre stati dell’io oppure addirittura ci può essere l’esclusione di due stati su tre.

Vedremo in seguito le simbiosi, che sono delle esclusioni. Genitore escluso: in simbiosi o per esempio un sociopatico. Adulto escluso: è una condizione propria di molti esseri umani. Bambino escluso: è una condizione molto rara perché il B dev’essere d’accordo nel farsi escludere.

Esclusione di due stati su tre (cioè un solo stato presente): Genitore presente: una condizione stucchevolissima. Questa persona sarà carica di espressioni come: questi bambini sono dei lazzaroni, le donne d’oggi sono tutte leggere e così via… e seguirà tutte le tradizioni conducendo una vita fatta tutta di abitudini. Questo tipo di individuo esiste perché probabilmente quelle rare volte in cui il Bambino ha deciso di prendersi delle emozioni ne è derivato un tale  sconvolgimento nell’equilibrio generale della persona interessata che questa ha deciso di seppellire completamente il suo Bambino e l’Adulto. Adulto Presente: è una condizione puramente teorica. Bambino presente: chiaramente questo è il selvaggio, nel senso più bello e più buono del termine. La persona che vive nella selva. Solo pura sfera emotiva (BS e BC). Questo è il personaggio caro a ROUSSEAU.

Esiste questa condizione nella psicosi maniaco-depressiva (fase maniacale) o sotto l’influsso di droga e si ha in tre sotto-casi:

1.   Quando A è talmente contaminato da G che solo con un intervento esterno il paziente riesce a distinguere gli stati.

2.   Quando nel copione c’è un ordine “non pensare”.

3.   Quando B decide di usare o consente a G di usare l’Adulto di un’altra persona.

 Conclusioni

Possiamo ora vedere quali siano i passi necessari per l’analisi di una persona:

1.   Identificazione/accettazione dei tre stati.

2.   Riconoscimento delle contaminazioni.

3.   Decontaminazione, cioè rafforzamento dell’Adulto.

4.   Adulto al controllo, triplice espressivo: le famose tre fasi per risolvere i problemi tenendo presente il sabotaggio.

5.   Principio di Realtà (consapevolezza): conoscere se stesso, conoscere gli altri e conoscere l’ambiente.

6.   Integrazione della personalità: è l’obiettivo finale. Personalità integrata non significa una personalità unica ma una personalità molteplice e “accordata”, in senso melodico.

L’AT nella comunità: abbiamo detto come una delle caratteristiche dell’AT  sia quella di adattarsi anche ad una organizzazione oltre che ad una persona, e pertanto possiamo dire:

I.   i valori corrispondono al Genitore.

II.  i metodi corrispondono all’Adulto.

III. il clima, la soddisfazione, le energie, le aspirazioni, la voglia di vivere che esiste all’interno dell’organizzazione corrispondono al Bambino.

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