19 Sfera delle Donazioni: Attività Artistiche (2 su 8)

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(Ultima modifica 20130611 ore 18:51)

L’eterno problema: chi coordina e si occupa delle Attività Artistiche? Ovviamente una direzione composta dai migliori artisti. E chi deciderà i componenti dei due Consigli, Interno ed Esterno? Ovviamente tutti coloro che hanno la patente di Artista.

Il vero problema è quest’ultimo. Nessuno può essere osteggiato nelle sue manifestazioni artistiche, ma per essere un Artista riconosciuto e considerato tale, bisogna che la comunità degli Artisti lo abbia ufficialmente riconosciuto come  tale. Una patente di Artista, quindi, o meglio: tante patenti quanti i tipi di Artista. Un lavoraccio per i primi cinque anni, ma questo poi comporterà una buona organizzazione: cose che debbono restare, non decisioni approssimate soggette a cambiamenti ogni secondo giorno. L’importante è che la Suddivisione delle Attività Artistiche sia veramente indipendente anche e soprattutto in quest’ultimo tipo di decisioni.

Gli Artisti quindi, compresi gli Artisti a riposo e compreso il personale della Suddivisione, eleggeranno, come al solito, per sette anni, i consigli direttivi.  Contro le decisioni del Consiglio Interno delle Attività Artistiche ci si può appellare al Consiglio Interno della Sfera delle Donazioni (come secondo giudizio) e successivamente alla Corte di Cassazione (Sfera dello Stato) come terzo e ultimo giudizio.

Come vedremo meglio nella parte che riguarda la Redistribuzione dei Flussi Finanziari, le Attività Artistiche vivono di donazioni dall’esterno, oltre che  delle percentuali che possono dipendere dai diritti d’autore. Ovviamente gli autori che lasciano parecchio alla Suddivisione delle Attività Artistiche avranno più voce all’interno della Suddivisione stessa. Se pensiamo che anche i letterati rientrano in questa Suddivisione, come il personale del Cinema e della Televisione, si può ben comprendere quanto sia vasto il campo d’applicazione.

La Televisione (per quanto riguarda i suoi artisti) non può rientrare nella Suddivisione Servizi nel Raggruppamento Domanda Privata, in quanto non è pensabile un rapporto biunivoco tra utente ed emittente tv; né può rientrare tra i Servizi di Cittadinanza della stessa Suddivisione, in quanto non è possibile obbligare qualcuno  a pagare un qualcosa che forse usa e forse no: mentre gli artisti della Televisione rientrano certamente in questa Suddivisione, si potrà far rientrare la Televisione, come spettacolo indipendente dagli Artisti, nella Suddivisione Attività Culturali (come vedremo). Resta pertanto, per la retribuzione degli Artisti televisivi, la donazione, dove i cittadini possono decidere  di versare direttamente delle cifre (donazioni) a una Televisione in particolare (o meglio, ai suoi artisti), alle Televisioni in generale, le quali poi provvederanno, oppure alla Suddivisione delle Attività Artistiche (la quale parimenti provvederà) oppure ancora più a monte, alla Sfera delle Donazioni che parimenti provvederà.

Il meccanismo sarà concepito pertanto fin dalle origini in modo che la donazione possa essere poco mirata o molto, ai vari livelli, come appena accennato nell’esempio precedente.  Ripeto, stiamo parlando degli Artisti e non delle organizzazioni che li espongono al pubblico.

Cogliamo l’occasione per accennare ad un concetto che poi verrà sviluppato puntualmente: il cittadino deve pagare una percentuale dei suoi guadagni (uguale per tutti, poniamo il 25%), dove un 10% (solo a titolo di esempio, ma dovrebbe essere meno) viene impiegato per la Sfera dello Stato e il rimanente 15% (sempre per esempio) viene versato alla Sfera delle Donazioni appositamente costituita. Se il cittadino, per quel suo 15%, non dà disposizioni più precise, la Sfera delle Donazioni deciderà il da farsi, altrimenti seguirà le istruzioni del cittadino stesso.

La Sfera delle Donazioni deciderà a suo insindacabile giudizio come utilizzare quanto ricevuto dai cittadini e le cifre versate a qualcuno negli anni precedenti (Biennale di Venezia) potranno non essere erogate in caso di mancanza di disponibilità. Stiamo parlando dei fondi destinati agli artisti della Biennale, non dei fondi destinati alla Biennale, che saranno eventualmente erogati dalla Suddivisione Attività Culturali.

Ora è chiaro che ci dev’essere una sinergia e uno scambio continuo di informazioni tra il Consiglio Esterno delle Attività Artistiche e il Consiglio Esterno delle Attività Culturali, infatti, nel caso della Biennale, è inutile dedicare dei fondi agli Artisti eventualmente partecipanti alla Biennale se dovessero mancare fondi per la Biennale stessa, elargiti dalla Suddivisione Attività Culturali.

Sempre anticipando il discorso che poteva essere fatto anche parlando delle Attività Culturali, esiste la possibilità che la Biennale, così come il Teatro La Fenice, espongano dei piani di investimento dove, con la massima serietà e la più accurata pianificazione, si evidenzi come un investimento sarà remunerativo per il numero degli spettatori o visitatori che interverranno alle manifestazioni, così come dovrebbe essere ad Aquileia, Pompei eccetera. In tal caso sarà la Banca di Credito che, col beneviso del Consiglio Interno delle Attività Artistiche (e Culturali, per seguire l’esempio) concederà il finanziamento in cambio della descrizione precisa e vincolante del piano di rientro. Abbiamo già esposto precedentemente situazioni del genere.  

Ma allora, perché distinguere tra Attività Artistiche e Attività Culturali? Per il semplice motivo che le Attività Artistiche riguardano degli esseri umani (potevamo chiamare questa Suddivisione col nome ‘Suddivisione degli Artisti’) mentre la Suddivisione Attività Culturali riguarda Enti, Teatri, Mostre, Manifestazioni, Musei, Pinacoteche) e non persone.

Mentre un’Attività Culturale, come una pinacoteca, può chiudere, gli eventuali pittori collegati continuano a vivere, per fare magari in seguito gli affreschisti. Sono due cose affatto diverse, soprattutto nei contatti con l’estero: un coro operistico va all’estero mentre invece l’Arena di Verona non si muove (salvo un malaugurato  terremoto).

Una mostra d’arte contemporanea permanente, con opere esposte a rotazione, ha una sua ben precisa fisionomia, mentre gli artisti che vi espongono possono avvicendarsi in continuazione.  

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