18 Sfera delle Donazioni: Istruzione (1 su 8)

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(Ultima modifica 20130610 ore 16:09).

Siamo giunti al punto dell’Istruzione: per trasmettere le nostre conoscenze alle future generazioni in modo che non debbano riscoprire qualcosa di già scoperto; inoltre per sviluppare nelle nuove generazioni la capacità di scoprire cose nuove. 

Da quanto abbiamo appena detto, non vi è chi non capisca come l’Istruzione sia in realtà la vera dimensione di una civiltà, la dote di trasferire il passato nel presente e darlo alle nuove generazioni, perché lo trasferiscano nel futuro. Chi può guidare l’Istruzione? Chi può renderla efficace e culturalmente attuale? Solo i migliori. Coloro che si distinguono per le loro capacità mentali, per la loro abnegazione, per la loro generosità.

Quando una persona crea, e magari ha un riconoscimento come il premio Nobel, la sua più alta ambizione è quella di trasmettere le proprie conoscenze. Cosa resta di un uomo, per quanto grande, se non trasmette il tesoro della sua sapienza alle prossime generazioni? Spiritualità quindi, ma intesa in senso concreto, umanistico, illuministico, non in senso sciamanico o stregonesco. Niente di iniziatico: qui la scienza dà la mano alla spiritualità, ma nel senso di spirito, di mente, di intelletto, di qualcosa che ci distingue dall’esistenza bruta.

L’Istruzione non può che essere l’acme e, a sua volta, la Sfera che  comprende l’Istruzione (che abbiamo chiamato Sfera delle Donazioni ma che avremmo potuto anche definire come  Sfera dello Spirito), non può che essere la più importante. I vertici di questa Sfera debbono essere il nucleo della nuova società e i suoi uomini non possono non essere coinvolti nelle decisioni vitali per la comunità.

Terribili nella loro giustizia dovranno essere le punizioni per chi, in questa Sfera, elevato ad arbitro del destino di tutti, dovesse mancare ai suoi doveri. Tutti gli sforzi della futura comunità dovranno essere orientati in questo senso: creare un nucleo di uomini, tetragoni ad ogni tentazione e consapevoli delle loro responsabilità. Nelle note precedenti abbiamo esposto alcuni punti che coinvolgono la Sfera delle Donazioni nella sua totalità: la Suddivisione dell’Istruzione è forse la più importante, non tanto per la vita della generazione attuale, ma per la vita spirituale e culturale delle generazioni future.

Il senso di smarrimento che s’impadronisce delle nuove generazioni è inversamente proporzionale all’orgoglio per la propria cultura. Di cosa dovrebbero essere orgogliosi i giovani attuali, quelli cioè che costituiranno la prossima generazione?

Forse degli uomini politici, che indubbiamente offrono una immagine di serietà e di coerenza? Quale serietà e quale coerenza, se in un paese che va verso il baratro non sentono il bisogno di farsi da parte e di riconoscere la propria incapacità?

Forse dei valori morali che vengono evidenziati dagli spettacoli televisivi? Alle televisioni interessa solo il numero dei telespettatori.

Forse per il carico fiscale, che dimostra come un’esenzione per i quattrini dati ai politici sia consentita nelle misura del due per mille, ma che cifre analoghe offerte per la ricerca sul cancro siano viste con disprezzo e con cinismo? Debbono imparare questo?

E che dire del coinvolgimento di uomini pubblici con la malavita organizzata?

Non è rimasto più niente da insegnare, tranne il seguente disinsegnamento : fatti furbo, pensa solo a te stesso, non fermarti per la strada se investi un povero disgraziato, tanto le punizioni saranno ridicole, sempre che vengano applicate… solo un fesso si ferma. Poi, se proprio sarai sfortunato,  uno psichiatra troverà un motivo per farti assolvere.

O forse imparare la socialità dai sindacati, che pensano esclusivamente alle loro percentuali e che favoriscono gli iscritti che pagano loro la prebenda a scapito dei disoccupati?

O forse dovrebbero essere orgogliosi di ministri che creano centinaia di migliaia di esodati e non vengono (i ministri: gli esodati sono già puniti) minimamente sanzionati?

O di ministri che hanno giurato fedeltà e commettono atti indegni, atti che, dopo il giuramento suddetto, costituiscono un reato più odioso ancora, cioè l’alto tradimento?

O di referenda fatti tanto per fare, applicati se conviene e non applicati se non conviene?

O di Ministeri dell’Agricoltura, bocciati al referendum, che sono disinvoltamente ripristinati come Ministeri delle Risorse Agricole?

E le scuole: dovrebbero essere pubbliche e in mano a queste persone? Ed anche facendole diventare tutte scuole private, come pensare che le cose possano cambiare se non reistruendo tutti in modo nuovo per non meno di tre generazioni?

Prepariamoci ad un periodo di sacrifici, per cambiare le teste, non le etichette.

Quale sarà la nostra repubblica fra cinquant’anni? Bisogna saperlo sin d’ora, pianificarlo sin d’ora, stabilirlo sin d’ora: l’Istruzione deve essere messa nelle mani di coloro che lavoreranno per questo. Fra cinquant’anni, avremo una scuola che insegnerà come avere il coraggio delle proprie opinioni, che apprezzerà chi avrà certi valori, che non potrà essere manipolata dai politici, per il semplice motivo che i politici non potranno pronunciarsi su questi argomenti.

Ma questi valori devono e dovranno essere conosciuti e condivisi. Ecco perché la comunità ha la sua dimensione critica in 5 milioni di persone circa, con una superficie di 25 o 30 mila chilometri quadrati.

Si potrà chiedere che legame ci sia tra i vari aspetti di quest’esposizione. Chi ha fatto studi di geografia antropica sa che la strutturazione del territorio non è un caso; ad esempio, i capoluoghi di mandamento distano tra loro dai 20 ai 25 chilometri: il tempo  per andare al capoluogo più vicino  e tornare a casa in mezza giornata (qualche tempo fa, una giornata).  I centri abitati sono mediamente distanti dodici chilometri dal capoluogo di mandamento.

La cultura, in un territorio del genere e con 5 milioni di abitanti circa, costituisce un nucleo fortissimo. Volete degli esempi? I Paesi Baschi, la Catalogna, il Veneto, la Carinzia, la Slovenia, la Boemia, la Galizia polacca, la Scozia, i Paesi Baltici, la Macedonia, la Grecia, la Vallonia, le Fiandre, la Finlandia, la Norvegia e il Montenegro sono tutti esempi dove gli abitanti variano dai 3 ai 5 milioni. Alcuni casi (come i Paesi Baschi e il Montenegro) hanno in verità un numero inferiore di abitanti ma il nucleo sociale esiste comunque a causa di storiche differenze linguistiche e culturali, che suppliscono al fatto che gli abitanti siano meno del previsto. Analogamente, se i vincoli sono veramente forti gli abitanti uniti culturalmente possono essere anche il doppio.

Insomma, oltre i cinque milioni di abitanti, le differenze culturali si fanno sentire e non è possibile avere uno stato che pretenda, su 50 milioni di abitanti e più, di imporre la stessa istruzione, anche ammesso che volesse diventare uno stato del tipo che noi stiamo suggerendo: troppe sarebbero comunque le differenze e le popolazioni non cambiano.  Le autorità centrali italiane, dopo 150 anni, non hanno ancora capito come mai i cambiamenti non ci siano stati.

Analogamente, ridicola è la pretesa (o sogno o malafede)  della Germania di cambiare i paesi dell’Europa meridionale: non ci riusciranno mai. Dovrebbero cominciare a rendersene conto, guardando nella loro casa, nel valutare ad esempio  le differenze tra la Baviera (che già conta 12 milioni di abitanti) e la Ruhr (5 milioni). La Baviera, già costituita in libero stato dal 1946, dove nella sua Costituzione di denunciano gli abusi nazisti, è un mondo a sè stante rispetto alla Ruhr:  la Baviera è cattolica e i bavaresi sono molto più individualisti dei renani, che già sono protestanti  e sono abbastanza vicini ai bavaresi: gli abitanti della Ruhr sono ancora più a nord e sono ancor più diversi, sia per cultura che per religione, essendo, ripetiamo, più distanti dei renani dai bavaresi . E anche per la lingua: ad esempio, in Baviera, il centro delle città si definisce con la parola ‘zentrum’, nella Ruhr con la parola ‘stadtmitte’ e si potrebbe continuare.

Non appena dovessero subentrare dei problemi economici, la Baviera non mancherebbe di chiedere l’autonomia, ma probabilmente la Svevia (con capoluogo Augsburg, Augusta) che ora fa parte della Baviera, con altri territori vicini, penserebbero di scindersi a loro volta dalla Baviera. Le tradizioni agricole e culturali della Svevia sono diversissime dalle tradizioni storicamente commerciali della Baviera, anche se oggi in Baviera apparentemente esiste principalmente l’industria. Insomma, una serie di unità geo-politiche, mono-culturali, dimensionate orientativamente sui 5 milioni di abitanti e sui 25 mila chilometri quadrati, saranno l’ossatura dell’Europa futura.

Istruzione significa trasmettere agli allievi qualcosa di sentito dagli insegnanti e non c’è niente di più sentito di se stessi, della propria cultura, delle proprie abitudini.

Ecco perché in un paese di 60 milioni di abitanti non è possibile che gli insegnanti si spostino tra ambienti di culture diverse, ad esempio dall’Italia meridionale al settentrione: confondendo le culture, non si crea una cultura nazionale nuova, osmotica ed omogenea, ma delle non-culture, degli aborti sterili, dove nessuno crede più a niente per il semplice motivo che niente è stato additato come cultura futura: pertanto, in mancanza di una cultura-obiettivo, vengono a mancare anche le cose da insegnare. 

Quindi, scuola privata? Non come potrebbe esserlo una scuola privata attuale.

La Sfera delle Donazioni distribuisce, attraverso il Consiglio Interno dell’Istruzione,  a tutti coloro che hanno ragazzi in età scolare, dei buoni scuola a punti. Questi buoni andranno spesi dai genitori, a loro insindacabile giudizio, presso le scuole migliori e i migliori insegnanti di queste scuole, coi migliori punteggi, riceveranno dei compensi suppletivi in base alle donazioni ricevute dalla Suddivisione Istruzioni e inoltre riceveranno dei riconoscimenti per la carriera futura. Ovviamente il peggior 1% dovrà cambiare lavoro, così come nelle altre Suddivisioni.

Aggiungeremo altre note sull’Istruzione: in seguito.

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