02 La fede tradita (seconda parte).

Punti salienti:

  1. La civiltà occidentale.
  2. Il mercato finanziario giapponese del 1989.
  3. Ulteriore delusione.

1 – La civiltà occidentale.

 

Ma possibile che noi occidentali e la nostra civiltà non abbiano niente da imparare da altre civiltà?

Sembra che recentemente sia successo il contrario. Così come i paesi che facevano parte dell’Impero Britannico hanno adottato i sistemi di legge di quell’Impero, nello stesso modo i paesi asiatici (orientali) e africani hanno adottato la filosofia finanziaria occidentale. Daremo un esempio calzante che riguarda il Giappone.

 

2- Il mercato finanziario giapponese del 1989.

 

Il Giappone ha perso la Seconda Guerra Mondiale ed ha dovuto accettare l’amministrazione del generale Douglas Mac Arthur, in qualità di  comandante supremo delle forze alleate in quel paese: forse anche per questo il Giappone ha avuto delle influenze occidentali, ma questo non è un buon motivo per giustificare quanto esporremo.

Le leggi giapponesi dicono che una società di capitali deve valutare prudenzialmente (termine abusato…) gli investimenti acquisiti: in particolare, deve valutare un bene al prezzo inferiore tra il prezzo di acquisto e il prezzo di mercato.

Esempio: la Mitsubishi Bank ha comperato nel 1985 delle azioni Toyota al prezzo di 500 yen. Fino a quando non le rivende, la Mitsubishi deve valutare le azioni Toyota a 500 yen sino a quando sul mercato le stesse abbiano un valore superiore; al valore di mercato quando invece le stesse scendano sotto i 500 yen. In questo modo gli azionisti della Mitsubishi sarebbero tutelati contro bilanci pindarici. Ho usato il verbo ‘sarebbero’…

 

Questa legge non era mai stata applicata sino al 1989, semplicemente perché il Giappone era il baluardo dell’Occidente contro i mostri Cina e Urss, e quindi in cambio poteva fare in economia quel che voleva: le azioni giapponesi erano partite col Nikkei 225 che valeva 300 punti circa nel dopoguerra, valore esattamente uguale al Dow Jones. Nel 1989 il Nikkei 225 valeva 40000, mentre il Dow navigava sotto i 3000 punti, quindi il guadagno del Dow Jones, già elevato, era niente rispetto al mercato giapponese. Questo proprio perché il Giappone aveva poteri ricattatori nei confronti degli occidentali: ad esempio, il Giappone applicò il dumping dal 1947 al 1989, con profitti enormi per le aziende del Sol Levante. E tutti gridavano al miracolo giapponese: era invece protezionismo della più bassa lega.

Poi, nell’ottobre 1989, il muro di Berlino…

Gli occidentali dissero al Giappone che la festa era finita: ancora oggi, dopo 24 anni, il Nikkei è attorno a un terzo del valore del 1989.

Tornando al nostro discorso, ad un certo punto, ad esempio nel 1992,  le azioni nel portafoglio delle finanziarie giapponesi valevano niente e quindi le finanziarie stesse (e le banche) dovevano prendere i libri contabili, portarli in tribunale e chiedere il fallimento.

Naturalmente, avendo costoro appreso le segrete arti dei politici occidentali, evitarono che succedesse questo: le autorità giapponesi dissero che, in via del tutto eccezionale, le azioni potevano essere valutate diversamente, bla… bla…

Ma quale via eccezionale! La legge NON ERA MAI STATA APPLICATA e alla prima occasione veniva disattesa! Tutela dei politici collegati alla finanza, con buona pace del modello occidentale.

 

3- Ulteriore delusione.

 

L’Occidente e chi gli gravita attorno si sono dati quindi delle leggi ridicole? Ci sono soluzioni?

Alla prima domanda risponderemo sì: sono leggi ridicole.

Alla seconda domanda risponderemo no: il politico non può essere colui che definisce le leggi in modo univoco ed universale. Può occuparsi (dovrebbe) solo di alcune cose e invece di argomenti come quello appena esposto e così come per l’argomento del precedente post, se ne dovrebbe occupare un’autorità con fortissimi connotati morali: è chiaro che il politico non avverte le contraddizioni morali esposte oppure non le vuole avvertire, il che è ancora peggio.

Molte sono le idee che ormai da oltre un secolo circolano a questo proposito e moltissimi di noi non ne hanno nemmeno sentito parlare perché i politici hanno i loro pudori.

Altrettanto grandi sono gli interessi che ostacolano queste idee, anche se alla lunga questo non conviene a nessuno. Non conviene a nessuno infatti diffondere la peste.

Ne riparleremo. Attendo le vostre idee.

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