01 La fede tradita (prima parte).

(modificato il 31/7/2013 ore 17:35)

Punti salienti:

  1. Credere nella collettività.
  2. Le buone intenzioni della politica.
  3. La realtà contraddittoria.
  4. L’adattamento dei politici.
  5. La delusione.

1 – Credere nella collettività.

 

Veniamo da un mondo dove conta molto l’idealismo. Conta talmente tanto che l’idealismo stesso non viene abbandonato, anche di fronte alla più solare evidenza. Il cittadino degli ultimi tre secoli, diciamo dopo la Rivoluzione Francese, tende a sognare un futuro meraviglioso, anche se l’evidenza lo dovrebbe indurre ad un’opinione diametralmente opposta.

Il sogno permane e questo viene sfruttato dai politici e dai mestatori.

 

2 – Le buone intenzioni della politica.

 

In buona sostanza, la civiltà occidentale sembra credere alla triplice dichiarazione della Rivoluzione Francese (Libertè, Egalité, Fraternité) ma in realtà il grosso problema di questa civiltà sono le contraddizioni evidenti tra le posizioni teoriche e le posizioni pratiche.

Ammesso che il legislatore abbia avuto buone intenzioni, nei fatti ha creato un corpus di leggi incredibilmente avulso dalla realtà e tale che sono state necessarie delle leggi contraddicenti le leggi promulgate in modo retorico.

Vedremo che queste leggi contraddittorie ottengono lo scopo di allontanare i cittadini dalla fede nelle istituzioni, fede tradita dal legislatore e quindi dai politici. In realtà si arriva alla conclusione che si tratta, nella migliore delle ipotesi, di una civiltà demagogica; un’altra ipotesi può essere quella che noi ci si trovi solamente di fronte a una pura parvenza di civiltà.

E diamo, a questo punto, un esempio per tutti, un esempio chiarificatore: il Codice Civile italiano, a proposito dei bilanci aziendali, sostiene che l’amministratore deve avere dei criteri assolutamente prudenziali.

L’amministratore deve accantonare delle quote di utile: il legislatore stesso, pertanto, assume la veste del buon padre di famiglia; egli invita il figlio amministratore ad accantonare quote di utili per i possibili futuri tempi bui. Immagine edificante, dove tutti concorrono alla tranquillità futura, dove il legislatore si preoccupa del futuro dell’azienda.

Subito dopo, il politico che si era mostrato sotto le spoglie amabili appena illustrate, prende la veste che più gli è consona: infischiarsene degli aspetti morali della questione. Infatti il politico si trova in una gabbia, che in psicologia viene chiamato DOPPIO LEGAME: da un lato c’è il Codice Civile che invita alla prudenza nella distribuzione degli utili, dall’altro ci sono le fameliche esigenze del politico stesso. Soluzione: tanto peggio per il Codice Civile! Ci sarà un bilancio da portare in tribunale con gli utili obbligatoriamente accantonati e ci sarà un bilancio fiscale dove gli utili invece vengono tassati. Due bilanci, dunque! Una contraddizione vergognosa e nessuno ne parla. Una civiltà seria non dovrebbe accettare tale stato di cose. Le implicazioni infatti sono alternativamente:

  • Abbiamo sbagliato nel Codice Civile! Della tranquillità futura non interessa a nessuno e le aziende sono pecore da tosare. Quindi è un tacito invito a sopravvivere rubando, perché gli accantonamenti per la tranquillità futura sono, in definitiva, una ridicola farsa.
  • Abbiamo sbagliato col bilancio fiscale! I politici devono rispettare il Codice Civile e non possono andare oltre, con balzelli inaccettabili.

 

 

3 – La realtà contraddittoria.

 

Questa solare contraddizione non interessa a nessuno. Eppure, tutti i problemi che abbiamo sono di questo genere. Affermazioni roboanti, termini usati come irreversibile, immarcescibile, assolutamente, affermazioni che non lasciano spazio ad opinioni diverse. Il tutto poi crolla miseramente di fronte a riflessioni elementari come quelle esposte. Invece di risolvere il problema in modo drastico, si lascia la contraddizione: qual è il bilancio giusto? Se il bilancio giusto è il bilancio civilistico, il bilancio fiscale è un sopruso indegno. Gente che non accetti tale sopruso è gente sana che costituisce il nerbo dell’onestà futura. Chi accetti invece tale sopruso è un mentecatto, oppure lo accetta solo in apparenza, avendo ben pensato a difendersi da questo sopruso con altre disonestà; in quest’ultima ipotesi la moralità del paese non può che risultarne compromessa.

 

4 – L’adattamento dei politici.

 

I politici hanno reagito senza reazione alcuna (ossimoro), ovvero, hanno imparato come si deve fare. Invito i lettori a portare altri esempi di questo doppio-gioco, che è la vera piaga che ci affligge. Pensiamoci bene e vedremo che è possibile ricondurre tutti i problemi a premesse di questo genere.

 

5 – La delusione.

 

Le nuove generazioni studiano il Codice Civile e chiedono al loro professore come sia possibile una vergogna contraddittoria del genere.

Il professore non sa rispondere oppure non vuole?

Se rispondesse seriamente, dovrebbe dire ai giovani allievi che la loro fede è stata tradita prima ancora che loro stessi nascessero. 

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